1. Terre promesse / You shall not settle

L’antitesi della migrazione è la sedentarietà, l’immobilità resa possibile.

Dopo il confronto mancato fra la classicità della bellezza mediterranea e la drammaticità della realtà dei migranti (lo sguardo insistente del migrante non riesce ad incrociare quello della Venere) vengono evocati simboli di questa sedentarietà tanto bramata da chi è sempre in movimento... la sicurezza archetipica del triangolo del tetto di una casupola misera, l’ancora, la zavorra beffarda delle pietre... le sedie che volano per aria, irraggiungibili.

2. Stampo per migranti             

Riflette semplicemente la perdita d’identità di chi migra.

Attraverso i media i migranti diventano solo numeri: di chi è sbarcato, è alla deriva,  è salvato da qualche ONG, o è morto in mare.

Si sospetta un adagiarsi emotivo dei popoli testimoni di questa tragedia costante attraverso la “normalizzazione immaginata” di un sentimento insopportabile, concretizzata qui da uno stampo che fabbrica il migrante come fosse l’ennesimo prodotto di una società di consumo.

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